Aree Interne 2030: dal capitale territoriale a nuove strategie di sviluppo e coesione 📍 Benevento | 29–30 ottobre 2026

Il GAL Partenio Consorzio ha partecipato al Summit Aree Interne 2030 – Capitale Territoriale, Innovazione Istituzionale e nuove Strategie di Coesione, promosso dalla Rete Interuniversitaria delle Aree Interne del Sud (RISE), che riunisce dieci università del Mezzogiorno, con l’Università degli Studi del Sannio nel ruolo di capofila.

Due giornate di confronto tra università, istituzioni, amministratori locali, imprese e organizzazioni territoriali, dedicate alle principali sfide delle aree interne: spopolamento, accessibilità ai servizi essenziali, innovazione, capacità amministrativa e valorizzazione delle risorse locali.

Attraverso laboratori tematici e momenti di confronto, il Summit ha posto al centro la necessità di costruire nuove strategie di sviluppo, capaci di valorizzare le potenzialità dei territori e rafforzare la coesione economica e sociale.

I contributi raccolti alimenteranno il percorso verso il Manifesto Aree Interne 2030, con l’obiettivo di individuare priorità e proposte operative anche in vista delle politiche europee di coesione successive al 2027.

🌿 Le aree interne non sono soltanto territori segnati da fragilità, ma luoghi ricchi di capitale territoriale.

Saperi, competenze, tradizioni produttive, patrimonio ambientale e relazioni fondate sulla fiducia rappresentano risorse preziose. Un patrimonio che, per esprimere pienamente il proprio potenziale, ha bisogno di essere sostenuto, valorizzato e messo in connessione.

In questa prospettiva, il GAL Partenio riconosce alcune priorità che possono contribuire al dibattito sul futuro delle aree interne e alla costruzione del Manifesto.

🤝 Superare la frammentazione degli interventi. Troppo spesso progetti, investimenti e iniziative presenti sugli stessi territori procedono separatamente. Occorre favorire una maggiore integrazione, promuovendo forme di cooperazione fondate su obiettivi condivisi, responsabilità chiare e risultati concreti.

🏘️ Rafforzare la partecipazione delle comunità. Le strategie di sviluppo devono nascere dall’ascolto dei territori e dal confronto costante con Comuni, imprese, associazioni e cittadini. In questo processo, i Gruppi di Azione Locale possono svolgere un’importante funzione di raccordo tra istituzioni, opportunità di finanziamento e bisogni reali della popolazione.

📊 Dare valore alla qualità dei risultati, non soltanto alla spesa. L’efficacia delle politiche di sviluppo deve essere valutata attraverso indicatori appropriati, risultati concreti e una particolare attenzione alla qualità e all’accessibilità dei servizi. Non conta soltanto quanto si investe, ma soprattutto quali benefici gli interventi producono per le comunità.

💻 Promuovere un’innovazione digitale inclusiva e di prossimità. Le nuove tecnologie possono contribuire a ridurre le distanze dai servizi essenziali. Sportelli digitali assistiti, telemedicina e servizi sociosanitari di prossimità rappresentano possibili risposte ai bisogni degli anziani e delle persone fragili che vivono nei piccoli Comuni, spesso lontani dai principali presidi sanitari.

🎓 Rafforzare l’alleanza tra ricerca, istituzioni e territori. La collaborazione con le università può sostenere la capacità progettuale delle comunità locali, favorire la diffusione delle competenze e contribuire alla costruzione di politiche fondate sulla conoscenza dei bisogni e delle specificità territoriali.

Questi principi trovano una naturale corrispondenza nell’approccio LEADER e nella Strategia di Sviluppo Locale 2023–2027 “Terre della Bassa Irpinia Partenio”, attraverso la quale il GAL promuove economia di prossimità, cooperazione, innovazione e nuove opportunità per le comunità rurali.

🌍 La sfida delle aree interne non è soltanto ottenere nuove risorse, ma mettere in connessione quelle già disponibili, integrare gli interventi, valorizzare le relazioni territoriali e trasformare gli investimenti in servizi realmente utili alle persone.

È da questa visione che può prendere forma una nuova stagione delle politiche di coesione: territori non più soltanto destinatari di interventi, ma protagonisti consapevoli del proprio futuro.

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